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dad scuola dell'infanzia

L’unico strumento che può avvicinarsi allo “stare insieme”, la videochiamata, permette di sentirsi, vedere il volto e percepire le sfumature non verbali della comunicazione. Scuola dell’infanzia: quando la DaD si trasforma in LEaD. Si cerca di costruire empatia ricercando autenticità e un’attenzione costante. Madisoft, Piazza Fratelli Rosselli, 14, Grosseto - 58100 (GR) -, Cod. TUTTI INSIEME…è più bello . sono consapevole del momento di estrema difficoltà e sono anche ben consapevole che la DAD (Didattica a Distanza) non può sostituire la didattica tradizionale, ma la può integrare. . Nella nostra scuola dell’infanzia le insegnanti si sono impegnate a promuovere momenti di vicinanza con i bambini e le famiglie e adoperate per restare in contatto con i propri alunni ogni giorno attraverso proposte mirate a continuare, nei limiti del possibile, le attività già iniziate a scuola. DaD - Scuola dell'Infanzia L'Aquilone. I docenti, per quanto riguarda la mia esperienza personale, hanno mostrato senso del dovere e ce l’hanno messa tutta utilizzando tutti i mezzi possibili, a volte anche quelli non istituzionali. Con essa comunico anche con le famiglie e illustro loro cosa ho fatto e cosa intendo fare. Tutto questo purtroppo è avvenuto con informazioni frammentate e disorganizzate. , dalle più semplici alle più importanti. Carola (infanzia): “Poiché lavoro come sostegno in una scuola dell’infanzia, posso dire che l’approccio è pressoché uguale: ludico, relazionale, che si basa sullo sviluppo delle capacità comunicative e con esse delle autonomie. GUIDA ARGO FAMIGLIA. Nella nostra scuola dell’infanzia le insegnanti si sono impegnate a promuovere momenti di vicinanza con i bambini e le famiglie e adoperate per restare in contatto con i propri alunni ogni giorno attraverso proposte mirate a continuare, nei limiti del possibile, le attività già iniziate a scuola. Il nostro obiettivo, e dovere, è quello di non lasciare i nostri alunni soli, e far sentire loro che la scuola è presente, con la sua passione, le sue professionalità e con tutti i mezzi utili per essere vicina ad ognuno di loro. HTML5 • Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Anche i bambini dai 4 ai 5 anni hanno diritto alla didattica a distanza, mancando la scuola, chiusa a forza per timore del contagio del virus. LA STORIA DEL BRUCO E DELLA FARFALLA. Fisc.80002140533 -, Cod. Le modalità a distanza danno tanti nuovi spunti, spesso interessanti, ma, Per rendere unica la tua esperienza su questo sito web, abilita i cookie. Le fatiche che queste voci fanno emergere sono più che altro psicologiche. Tutto ciò che i bambini vivranno con voi in questi giorni e che vorranno condividere con i propri amici e con noi maestre, sarà memoria di questi giorni difficili. Tutti i lavori che si fanno (disegni, schede…) sono la fase conclusiva di attività vissute precedentemente con il corpo, la mente, il cuore. Carola (infanzia): “Tenendo conto del fatto che la mia generazione ha un, , dal mio punto di vista posso dire che il fatto di dover alternare la presenza in classe e l’, che in qualche modo tiene collegati e mantiene in contatto un gruppo di persone, laddove però, ci sia la collaborazione e l’apporto di tutti. Passiamo molto tempo a discutere sulla didattica a distanza, sulle strategie migliori, sui permessi da ottenere, su cosa e come presentare ai bambini; ma manca tutta quella dimensione dell’osservare, agire e creare insieme una rete educativa che poteva esserci solo in presenza”. utilizzabili da parte dell’Istituto. Sperando che tutto si risolva presto, vi mandiamo un abbraccio virtuale e ricordatevi che …noi ci siamo! Ora comincia a delinearsi una regolamentazione più chiara sia sulle modalità di lavoro che sugli strumenti autorizzati dal dirigente nel rispetto della privacy di alunni e docenti”. Costruire nuove storie, disegnare fumetti , dare spazio alle attività quotidiane della gestione della casa, anche fare una torta insieme può diventare un modo affascinante per dare ai bambini la possibilità di fare esperienza! Carola (infanzia): “Noi docenti della scuola dell’infanzia non abbiamo messo in atto chissà quali sperimentazioni tecnologiche, sia per la fascia d’età dei nostri utenti, che non sarebbero stati in grado di usufruirne, sia per la convinzione che non sia giusto sovra stimolare i bambini di materiali digitali. I bambini hanno molto apprezzato questo metodo. Coordinarsi, intendersi, motivarsi, autoregolarsi, e raggiungere davvero gli obiettivi didattici, quella più difficile. Senza scordare che, se in tempi normali il nostro lavoro è di 5 ore al giorno, ora è senza tempo, perché, dalle 9 in poi, dopo tutti i miei collegamenti, mi metto a disposizione dei bambini e delle loro mamme che mi chiamano anche alle 21,00 e talvolta pure oltre, per avere delucidazioni e spiegazioni ulteriori. Le docenti non si sono limitate a scovare proposte in rete che, se pur molto interessanti, erano impersonali, ma hanno ritenuto necessario proporre attività ludiche-esperenziali, grafiche, costruttivo-manipolative veicolate da loro stesse e significative per i loro alunni. È pur vero che attualmente è l’unico strumento per far sentire a famiglie e bambini la presenza della scuola nell’attesa di ritrovarci: perciò bisogna trovare una modalità che ci faccia essere parte della vita dei nostri bambini quotidianamente”. Carola (infanzia): “Punti deboli: poca preparazione informatica per molti docenti, poca propensione al mettersi in gioco nel “mondo digitale” da parte di molti docenti, mancato pronto intervento agli inizi dell’emergenza da parte del sistema scuola, mancata uniformazione degli strumenti e canali utilizzabili da parte dell’Istituto. Ma da un giorno all’altro si sono ritrovati ad essere loro i soli e unici responsabili di tutto questo, perdendo anche il confronto con gli altri adulti di riferimento che si occupavano del bambino”. Rossella (infanzia): “I genitori si vedono molto più coinvolti nel gestire, le attività didattiche proposte dalla scuola e questo richiede loro maggior impegno considerata l’età dei bambini che non sono in grado di gestire in autonomia, . , anche in diversi tempi, luoghi, in altri campi o nata per compensare difficoltà specifiche, Martina (primaria): “La DAD mi ha dato la possibilità di conoscere. Il mezzo (metodo) utilizzato per interagire è stato un Padlet dove le insegnanti proponevano le loro videolezioni e i bambini pubblicavano il loro lavoro, ma anche la loro voce in risposta alle attività proposte, o un semplice saluto alle maestre e ai compagni. “Allora siamo partiti in sordina, nei primi giorni”, racconta la maestra Enza, “non sapendo bene che fare e come fare. DAD e Disabilità nella Scuola dell’Infanzia e Primaria: intervista a tre voci posted on 12 maggio 2020; Open Day Online: come organizzare l’orientamento a distanza (2a parte) posted on 23 aprile 2020; Domande e risposte su Google Classroom: come gestire i compiti assegnati? visto il protrarsi della sospensione delle attività in presenza, in sostituzione, abbiamo creato dei Padlet: bacheca virtuale su cui si continueranno le proposte didattiche. Sicuramente non può collegarsi contemporaneamente coni 26 suoi alunni, “succederebbe un caos, perché i bambini sentono il bisogno di parlare, intervenire, dire la loro.

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