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monastero santa chiara napoli

In seguito, i discussi lavori di restauro si concentrarono sull'architettura medievale rimasta intatta dai bombardamenti, riportando la basilica all'aspetto originario trecentesco e omettendo in questo modo il ripristino delle aggiunte settecentesche. La decima cappella sulla destra e ‘ dedicata ai Borbone , ma attualmente ospita solo la tomba di Filippo , il figlio primogenito demente di Carlo morto a soli 30 anni. ██ Chiostro maiolicato Il sarcofago fu ricollocato nel 1627 all'interno della seconda cappella di destra della chiesa mentre il baldacchino fu lasciato nella sua collocazione originale, assumendo questa volta la funzione di cornice dell'affresco trecentesco della Trinità scoperto proprio durante le fasi di smembramento del monumento sepolcrale; ancora più in alto rispetto al complesso marmoreo è affrescata inoltre la figura di una Madonna col Bambino adottata da Antonio e Onofrio Penna, di autore vicino a Giotto e coevo al sepolcro[10]. ██ Sacrestia The museum houses information on the history of the church, archaeological findings and materials remaining after the fire that destroyed part of the church in 1943. Tra il basamento ed il primo livello ci sono quattro inscrizioni angioine che ruotano su tutte le facciate del campanile e che, in grandi lettere gotiche, narrano la storia della fondazione della basilica dal 1310 al 1340[6], sebbene gli avvenimenti siano ordinati in senso cronologico errato, forse perché riposizionati male durante i lavori di ricostruzione quattro-cinquecenteschi[4]. [1] The original church was in traditional Provençal-Gothic style, but was decorated in the 17th century in Baroque style by Domenico Antonio Vaccaro. Tra il secondo ed il terzo livello corre una trabeazione con fregi decorati con triglifi e metope con simboli liturgici francescani. The large rectangular building is 110.5 m long inside the walls, and 33 m wide. Nel cosiddetto ” transetto atrofizzato ‘ risalta in tutta la sua imponenza il sepolcro di Roberto di’ Angiò ‘ , fatto costruire da sua nipote Giovanna . La quarta e quinta cappella sono private della parete divisoria e seppur congiunte l'una con l'altra, sono intitolate la prima a san Pietro d'Alcantara e la seconda a sant'Antonio da Padova. Gli ultimi due divennero poi parte dello spazio destinato alla chiesa delle Clarisse, adiacente al complesso di Santa Chiara, a seguito del trasferimento nella struttura delle monache a scapito dei frati minori. La figura di Drugo (morto nel 1339) è invece scolpita distesa sul sepolcro con abiti militari, mani incrociate e piedi poggianti su cani distesi; sopra la cassa funebre sono inoltre il gruppo della Vergine col Bambino tra due santi e la figura del defunto inginocchiato. Nelle pareti laterali sono collocati due monumenti sepolcrali dedicati a ignoti esponenti della famiglia Del Balzo[10], dove a sinistra è una cassa che vede nelle lastre nicchie entro cui sono scolpiti, al centro, San Paolo, San Giovanni Battista, Cristo, San Giovanni Evangelista e San Giacomo, e nelle due laterali i santi Antonio Abate e Paolo, mentre a destra è un altro sepolcro decorato nella lastra frontale da un bassorilievo con la Madonna col Bambino con ai lati figure di guerrieri e agli estremi i santi Caterina d'Alessandria e Pietro, e poi ancora Santo Stefano e un altro non identificato. La settima cappella è rimasta intatta dai bombardamenti bellici e dunque manifesta ancora gli elementi barocchi eseguiti durante i lavori di ammodernamento del XVIII secolo; dedicata a san Francesco d'Assisi, essa ha alle pareti laterali due sarcofagi della famiglia Del Balzo, forse di scuola toscana, o comunque vicina ai fratelli Bertini, con a sinistra Raimondo ed a destra la moglie Isabella de Apia[11]. You must visit the Palazzo Reale, and then go down to the seaside to admire the near-ruins of Palazzo Donn’Anna. To the right of the presbytery is access to the Baroque sacristy with frescoes from 1692. Il Chiostro del monastero … La chiesa include al suo interno, in successione, un vestibolo, una cappella, ex sala capitolare del monastero, e il coro, un tempo refettorio dei frati minori; quest'ultimo ambiente è decorato da un affresco di grandi dimensioni di Lello da Orvieto datato 1340 circa raffigurante Gesù Redentore tra santi e donatori. Non si sa con certezza quale avrebbe dovuto essere la reale altezza della torre, o se questa ebbe mai raggiunto cinque livelli o da sempre solo tre, di certo si sa che alcune informazioni storiche lasciate da Bernardo De Dominici parlano di incompletezza dell'opera mentre altre ipotesi invece, supportate da caratteristiche fisiche del tetto e della facciata orientale del campanile, propendono per una perdita dei due livelli più alti a seguito di rivolte popolari della seconda metà del XVII secolo, in quanto era uso dell'esercito spagnolo posizionarsi sulla torre con l'artiglieria pesante, piuttosto dei ribelli di occupare quella postazione, magari successivamente abbattuta dai militari[4]. La sua costruzione ebbe inizio nel 1310, per volontà del re Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. Nella parete di sinistra è invece addossata una tela di Pietro Bardellino sulla Morte di santa Chiara databile alla fine del Settecento. This site uses Akismet to reduce spam. Alla sinistra della chiesa si eleva la torre campanaria trecentesca, i cui lavori furono avviati nel 1338 ma tuttavia immediatamente arrestati, portando di fatto l'opera ad essere ad un terzo del suo completamento[4]; i motivi del blocco furono che a seguito della morte di Roberto d'Angiò, avvenuta nel 1343, i finanziamenti per i lavori cessarono quasi totalmente[4].

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